Federbeton in audizione al Senato

Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, è intervenuta in audizione al Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega in materia di cattura, trasporto, utilizzo e stoccaggio della CO2, portando le proposte e il punto di vista della filiera del cemento e del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti, componenti e strutture per le costruzioni.

La Federazione, che rappresenta oltre 4.000 imprese, oltre 43mila addetti e un fatturato complessivo superiore ai 17 miliardi di euro, ha espresso apprezzamento per l’avvio dell’esame di un provvedimento che definisce per la prima volta un quadro normativo organico per lo sviluppo della tecnologia CCUS in Italia, necessaria per la decarbonizzazione del settore del cemento che continua a essere tra le filiere produttive maggiormente energivore del Paese.

«Lo sviluppo di una filiera CCUS nazionale è una condizione essenziale per rendere possibile la decarbonizzazione del nostro comparto», ha dichiarato il Presidente di Federbeton, Stefano Gallini. «Il disegno di legge può rappresentare un passaggio decisivo, a condizione che il quadro attuativo assicuri certezza regolatoria, procedure coordinate e tempi autorizzativi definiti. Solo così sarà possibile attrarre gli investimenti ingenti richiesti dalla transizione e mantenere competitiva una filiera strategica per il Paese».

Secondo la più recente Strategia di decarbonizzazione del settore del cemento, il costo complessivo stimato per la transizione dell’intero comparto è compreso tra 4,9 e 5,3 miliardi di euro al 2050. A tali investimenti si affianca la necessità di sviluppare infrastrutture adeguate al trasporto e allo stoccaggio della CO2, anche secondo il modello degli hub già in fase di sviluppo in diversi Paesi europei e, in Italia, con l’hub di Ravenna.

Nel corso dell’audizione, Federbeton ha evidenziato alcuni fattori abilitanti essenziali per lo sviluppo della filiera CCUS in Italia: semplificazione e certezza dei procedimenti autorizzativi, strumenti di supporto finanziario proporzionati agli investimenti richiesti, coinvolgimento delle comunità locali, valorizzazione dei mercati per la CO2 catturata e adeguamento del sistema elettrico ai fabbisogni incrementali degli impianti.

La Federazione ha inoltre illustrato due proposte emendative. La prima riguarda l’introduzione di un procedimento autorizzativo unico per la realizzazione e gestione degli impianti della filiera CCUS, con il coordinamento dei procedimenti ambientali e paesaggistici e la possibile individuazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica quale autorità competente. La seconda mira a favorire la realizzazione degli impianti di cattura in aree di pertinenza o contigue a siti industriali già esistenti e dotati di autorizzazioni ambientali, prevedendo un parere obbligatorio ma non vincolante delle autorità competenti in materia paesaggistica, culturale e archeologica.