Federbeton, isole di calore e calcestruzzo chiaro
Quello appena trascorso è stato il mese di giugno più caldo mai registrato in Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale, secondo i dati diffusi dal Copernicus Climate Change Service (C3S), il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea. Le temperature hanno sfiorato o superato i record storici in diversi Paesi, con un'ondata di caldo che ha avuto conseguenze pesanti sulla salute delle persone e ha aggravato le condizioni di siccità in diverse aree del continente. Questo problema si acuisce nelle città, che registrano temperature sensibilmente superiori rispetto alle aree circostanti a causa dell'elevata presenza di superfici impermeabili e scure che assorbono e rilasciano calore: il fenomeno delle cosiddette isole di calore urbane (Urban Heat Island).
È un tema su cui Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, pone particolare attenzione: laddove la pavimentazione è strettamente necessaria, la scelta dei materiali con cui si realizzano strade, piazze e aree urbane può incidere concretamente sulla capacità delle città di affrontare le ondate di caldo.
Un recente studio scientifico condotto a Torino[1] conferma questa possibilità, evidenziando come la scelta dei materiali per le pavimentazioni possa contribuire a contenere il fenomeno delle isole di calore urbane. I ricercatori hanno osservato tre aree di parcheggio e una superficie di copertura situate nel centro della città di Torino in cui le pavimentazioni esistenti sono state sostituite con pavimentazioni in calcestruzzo. Il colore chiaro del calcestruzzo riflette una maggiore quantità di luce solare, le superfici si riscaldano meno e contribuiscono a mantenere più fresca l’area circostante. Misurando le temperature sul posto e con immagini satellitari, i ricercatori hanno rilevato che queste superfici si mantengono significativamente più fresche: la temperatura superficiale è scesa in media di 4-5 gradi, con un calo complessivo del fenomeno di isola di calore del 15% nelle zone interessate.
Non è un caso isolato: risultati simili sono stati osservati anche in altri contesti internazionali. Ad Atene[2], ad esempio, un progetto di riqualificazione urbana ha misurato un calo della temperatura delle superfici fino a 12°C dopo l'installazione di “pavimentazioni fresche”, i cosiddetti cool pavements, con vantaggi misurabili anche sulla temperatura dell'aria circostante.
Il motivo è semplice: le superfici chiare riflettono una quota maggiore della luce solare, invece di trattenerla e restituirla sotto forma di calore, restando più fresche al tatto e rilasciando meno calore nell'aria circostante. Il calcestruzzo si presta particolarmente bene a questo tipo di soluzioni grazie al colore chiaro e alla buona capacità di riflettere la luce solare. Nelle versioni drenanti la presenza di vuoti interconnessi consente all'acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, limitando l’impermeabilizzazione del suolo e favorendo il raffrescamento evaporativo.
Ne derivano vantaggi significativi per le città: riduzione delle temperature negli spazi pubblici, maggiore benessere cittadino e minore richiesta di raffrescamento degli edifici, con conseguente riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti associate. Un contributo concreto alla costruzione di ambienti urbani più vivibili e resilienti, soprattutto nelle aree maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore.
Tra gli esempi più significativi in Italia figura Piazza del Carmine a Firenze, dove la riqualificazione ha previsto l'impiego combinato di calcestruzzo architettonico e calcestruzzo drenante. Il primo è stato utilizzato nella carreggiata perimetrale, grazie alla maggiore resistenza all’usura e alla possibilità di realizzare superfici chiare ad alta qualità estetica; il secondo nelle aree pedonali, dove il calcestruzzo drenante consente all’acqua piovana di infiltrarsi naturalmente nel suolo. Una soluzione che dimostra come il calcestruzzo possa contribuire non solo alla durabilità delle infrastrutture urbane, ma anche agli obiettivi di adattamento climatico e miglioramento del comfort negli spazi pubblici.
«Le città sono chiamate sempre più ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, senza rinunciare alla qualità degli spazi urbani e alla sicurezza delle infrastrutture», dichiara Nicola Zampella, Direttore Generale di Federbeton. «In questo percorso la filiera del cemento e del calcestruzzo è impegnata nello sviluppo di materiali sempre più sostenibili e performanti: i calcestruzzi ad alta riflettanza rappresentano una soluzione concreta e già disponibile per le amministrazioni, capace di contribuire alla mitigazione delle isole di calore e di rendere le città più vivibili e sostenibili».
