Atecap e la sicurezza nei cantieri

Garantire certezza operativa alle imprese e rafforzare l’efficacia delle misure di prevenzione nei cantieri passa da un presupposto imprescindibile: un quadro normativo chiaro, coerente e applicato in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. È questo l’appello di Atecap, l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato parte di Federbeton Confindustria, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di superare le attuali disomogeneità interpretative in materia di fornitura di calcestruzzo.

Nonostante negli anni siano stati forniti diversi chiarimenti da parte degli organismi competenti, nella pratica quotidiana si registrano ancora applicazioni difformi delle regole, spesso variabili a livello territoriale. Questa situazione genera incertezza tra gli operatori, appesantimenti burocratici e un approccio alla sicurezza che rischia di allontanarsi dagli obiettivi sostanziali di prevenzione. Atecap sottolinea come la distinzione tra fornitura di calcestruzzo e attività di cantiere debba essere definita in modo inequivocabile e soprattutto applicata in maniera uniforme da tutti i soggetti coinvolti nella vigilanza. La mancanza di un’interpretazione condivisa, infatti, porta a comportamenti non allineati che incidono sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione dei rischi.

«È fondamentale ristabilire un quadro normativo chiaro e inequivocabile – dichiara Giuseppe Ruggiu, Presidente di Atecap – perché oggi le diverse figure preposte alla vigilanza nei cantieri finiscono spesso per basarsi su orientamenti giurisprudenziali anziché su una norma certa. Questo accade quando la legge non è sufficientemente chiara e ha inevitabili ripercussioni operative sul mercato. Le sentenze rappresentano giurisprudenza, non legge, ma nel nostro Paese sono comunque in grado di influenzare i comportamenti degli operatori, talvolta generando un eccesso di zelo fondato più su interpretazioni e documenti replicati che su una reale valutazione dei rischi. Le imprese fornitrici di calcestruzzo non cercano scorciatoie né intendono sottrarsi alle proprie responsabilità: al contrario, sono pienamente impegnate nel garantire la sicurezza delle persone coinvolte nella realizzazione delle opere. Proprio per questo riteniamo che la sicurezza non si costruisca attraverso una proliferazione di documenti, spesso standardizzati e poco efficaci, ma attraverso investimenti concreti nella formazione, nell’informazione e nell’organizzazione del lavoro. Documenti “fotocopia” non sono strumenti adeguati a gestire i rischi legati alla consegna del calcestruzzo in cantiere. È necessario, invece, promuovere procedure operative chiare e condivise, rafforzando un approccio alla sicurezza sempre più orientato alla prevenzione e alla formazione, anche attraverso il contributo di tutti i soggetti coinvolti».