ANPAR, rifiuti da costruzione e demolizione
Oltre 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione vengono prodotti ogni anno nel Lazio, di cui più di 2 milioni nella sola Roma Capitale. Numeri che evidenziano il potenziale del riciclo degli inerti per lo sviluppo dell’economia circolare e la necessità di integrare la gestione dei rifiuti con la programmazione delle infrastrutture e delle opere pubbliche, anche alla luce dei numerosi cantieri che saranno aperti in Regione nei prossimi mesi.
È questo il messaggio lanciato da ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati aderente ad ASSOAMBIENTE, nel corso del convegno “La circolarità dei materiali inerti da C&D a Roma e nel Lazio”, promosso presso la Regione Lazio. Il confronto tra istituzioni, imprese e associazioni ha messo in evidenza le condizioni necessarie per rafforzare il recupero dei materiali e favorire un mercato effettivo degli aggregati riciclati.
In una fase in cui il Lazio è interessato da importanti programmi infrastrutturali, dalla viabilità al potenziamento del trasporto pubblico, la pianificazione delle opere deve procedere insieme a quella della gestione dei rifiuti. I materiali minerali provenienti dai cantieri possono infatti diventare risorse per nuove realizzazioni, riducendo il ricorso alle materie prime naturali e gli impatti ambientali connessi al trasporto.
Il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti dovrà quindi considerare la filiera degli inerti in funzione dei quantitativi prodotti, della capacità degli impianti e della necessità di consentire nuove localizzazioni in prossimità dei principali bacini di produzione. La sfida è passare dalla gestione del rifiuto alla programmazione della materia: recuperare gli inerti vicino ai luoghi in cui vengono prodotti e farli tornare a costruire il Lazio.
Per ANPAR, tuttavia, il potenziale della filiera può tradursi in risultati concreti solo attraverso un quadro programmatorio coerente, una rete impiantistica adeguata e condizioni che favoriscano l’impiego degli aggregati riciclati nei mercati pubblico e privato. In questo percorso assumono un ruolo centrale la localizzazione degli impianti, il coordinamento tra pianificazione regionale e territoriale e l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), anche nelle infrastrutture stradali.
Per quanto riguarda i meccanismi di pianificazione regionale e sovraregionale, dal dibattito, cui hanno preso parte anche Andrea Minutolo (Coordinatore Ufficio Scientifico di Legambiente) e Alessandro Minicucci (Vicepresidente ai Rapporti Associativi ANCE Roma), è emersa la necessità di considerare gli impianti che trattano rifiuti non pericolosi, e in particolare gli inerti, per il loro ridotto impatto ambientale, trattandoli in maniera dedicata.
Grande interesse ha riscosso l’intervento di Valentino Cotugno (GRUPPO REA Italia e Presidente di Confapi Lazio) sulle rivendite edili, nodo fondamentale della filiera, sia per la raccolta dei rifiuti derivanti dalle microdemolizioni, sia come vetrina per la vendita dei materiali riciclati; è stata sottolineata la necessità di definire attraverso linee guida o accordi di programma con le Amministrazioni locali la possibilità di regolare la raccolta di questi scarti in aree di pertinenza dei magazzini stessi.
«Il riciclo degli inerti non si realizza soltanto attraverso gli impianti: occorre creare le condizioni perché i materiali recuperati possano essere effettivamente utilizzati. Servono una pianificazione coerente, regole chiare e applicate in modo uniforme, una corretta attuazione dei CAM e una domanda capace di sostenere il mercato degli aggregati riciclati. In un territorio che si prepara a realizzare importanti opere infrastrutturali, è fondamentale mettere in relazione i fabbisogni dei cantieri con le opportunità offerte dal recupero dei materiali», ha dichiarato Carlo Colombino, presidente ANPAR.
«La nostra Associazione può rappresentare un interlocutore tecnico stabile per la Regione Lazio, Roma Capitale e gli altri enti territoriali. Le imprese del settore possiedono competenze ed esperienza che possono contribuire a individuare soluzioni efficaci, dalla programmazione degli impianti alla valorizzazione dei materiali recuperati. Chiediamo che la filiera sia coinvolta nelle sedi di confronto e nelle decisioni che riguardano la gestione dei rifiuti e lo sviluppo delle infrastrutture: è così che gli obiettivi dell’economia circolare possono diventare risultati misurabili per il territorio», ha aggiunto Colombino.
I lavori, introdotti e moderati da Paolo Barberi, segretario nazionale ANPAR, hanno visto gli interventi di rappresentanti delle aziende, del mondo associativo, ambientalista e istituzionale.
L’incontro ha confermato il ruolo di ANPAR come collettore delle esigenze del settore privato e interlocutore delle Pubbliche Amministrazioni ed è stato una tappa fondamentale del dialogo pubblico-privato su riciclo degli inerti e sviluppo del mercato degli aggregati riciclati.
ANPAR ha ribadito il proprio impegno affinché il riciclo degli inerti trovi piena integrazione nelle politiche regionali sui rifiuti e nelle strategie per le infrastrutture, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali e a consolidare l’economia circolare nel settore delle costruzioni.
