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Appalti ed Europa: un saggio lungimirante di 23 anni fa

  • Pubblicato in Magazine

Correva l'estate del 1994, anno cruciale per la normazione infrastrutturale, essendo stata da pochi mesi promulgata la Legge 11 Febbraio 1994, n. 109 “Legge quadro in materia di lavori pubblici”, la cosiddetta “Merloni”. Sul fronte europeo appena due anni prima, il 7 febbraio 1992, era stato siglato il Trattato di Maastricht, a sancire quell'accelerazione economica che avrebbe segnato le successive politiche comunitarie. Proprio quell'estate, la “Rivista di politica economica” di SIPI Confindustria dedicava il numero di Agosto-Settembre alla questione cruciale, per l'Italia e per l'Europa, de “Gli appalti pubblici nel mercato unico europeo. Il processo di adeguamento delle legislazioni nazionali alle direttive Ue”.

Un titolo, oggi, da confinare dentro l'armadio della Storia e di nessuna attualità? Tutto il contrario. Come ogni specialista del settore può confermare se punta i riflettori della memoria (recentissima) dalle parti del decreto legislativo 18 aprile 2016, numero 50, che ha portato i principi delle direttive comunitarie 23, 24 e 25 del 2014 a essere contenuti e “tradotti” nell'ordinamento italiano.

cempella3Auspicando, per le nuove norme, ogni forma di miglioramento possibile, abbiamo ritenuto formativo riproporre, sul numero di Giugno di leStrade, l'incipit di un saggio contenuto della citata rivista dal titolo Il regime italiano”, a firma di Federico Cempella, al tempo alla guida del DICOTER, la direzione generale per il coordinamento territoriale del Ministero dei Lavori Pubblici, oggi presidente dell'Associazione del Genio Civile.

Il testo, che proponiamo integralmente nell'area download alla fine di questo articolo, conferma la lungimiranza e preveggenza di determinate posizioni - politiche ma anche e soprattutto socio-economiche - attente a una crescita armonica del nostro corpo infrastrutturale in un sistema di regole nobili e sinergiche con l'Europa, nonché permeato di una nobilitazione del ruolo della tecnica e delle esigenze del territorio: da considerare con-causa e non conseguenza di una moderna infrastrutturazione.

Lo testimoniano alcune meritorie iniziative dell'epoca come l'attivazione dell'OSS.TER, Osservatorio permanente delle trasformazioni territoriali. O come la partecipazione alle attività di un gruppo di lavoro ministeriale impegnato nel dimostrare come “il progetto della rete autostradale transeuropea possa servire alla promozione di una migliore coesione economica e sociale all'interno della Comunità”.

Quindi, ecco l'enunciazione, lucidissime e anch'essa preveggente, di possibili cardini del nuovo sistema quali il project management o il project financing. Per concludere con la “mission” culturale, da porre alla base dell'intera architettura: la formazione.

Tradotta nel lavoro dell'associazione “Verso l'Europa” e nella sua grande idea di un corso di master per specialisti del management di opere pubbliche. Tutto questo si può riproporre? Si deve. Lo sta facendo proprio l'Associazione del Genio Civile, fresca di Bicentenario dell'istituzione. (FA)

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La bibliografia delle buone opere

  • Pubblicato in Magazine

Scarica dall'Area Download “La forza della memoria”, a cura del presidente dell'Associazione del Genio Civile, riflessioni e richiami utili per formare una nuova cultura infrastrutturale fondata sul Bene Comune.

Alle radici delle opere pubbliche ci deve essere soprattutto un'“opera umana”. Ovvero improntata a quell'humanitas coltivata adeguatamente in alcune epoche e meno da altre. Riannodare i fili di questo circolo virtuoso dell'agire, umano e infrastrutturale, che, come i fiumi carsici, talvolta emergono o riemergono permeando le civiltà, è una delle missioni dell'Associazione del Genio Civile, la cui attività la nostra rivista accompagna fin dalla sua nascita.

Un recente appuntamento d'eccezione che ha visto l'Associazione protagonista è stata la celebrazione del Bicentenario dell'istituzione del Genio Civile, il 6 dicembre 2016, presso la Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino.Memoria interna

In quell'occasione, che abbiamo avuto modo di raccontare sia sul giornale cartaceo sia sul web, il presidente AGC Federico Cempella ha dato avvio, tra le altre cose, a un viaggio nella memoria alla ricerca dei principi ispiratori di quel Bene Comune, che deve essere architrave di ogni opera umana, privata o pubblica che sia, specialmente in un'epoca “liquida” e contraddistinta da molteplici incertezze come è quella che stiamo vivendo.

Tra le tappe del viaggio vi sono le “buone letture”, opere d'ingegno che hanno fissato sulla carta i tratti di quell'humanitas che andiamo ricercando. Cempella ha iniziato a citarle proprio nel suo discorso introduttivo del 6 dicembre. Quindi ha arricchito il campo, proponendoci una sua riflessione generale su questi temi che è diventata, in estrema sintesi, L'Opinione che leggerete su leStrade Marzo 2017 e, in forma più allargata, questo testo, che abbiamo intitolato “La forza della memoria” e che proponiamo nell'area Download, che riporta la bibliografia completa raccolta dal presidente dell'AGC.


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